BAROLO-COURMAYEUR EPS-1

Aggiornamento: 17 feb

LANGHE (Barolo-Barbaresco)
Veduta di Barolo dalla strada per Monforte d'Alba


EPS1 | LANGHE


Abbiamo diviso la traccia della Barolo-Courmayeur in 4 ipotetiche tappe: Barolo-Barbaresco, Barbaresco-Casale Monferrato, Casale Monferrato-Pont Saint-Martin e Pont Stant-Martin-Courmayeur. Questa prima tappa si svolge lungo le strade di una delle zone vitivinicole più conosciute e prestigiose al Mondo: quella di produzione del vino Barolo. 8 Comuni attraversati, tra cui 4 "Bandiere Arancioni" del Touring Club Italiano, 2 "Borghi più Belli d'Italia e 3 siti Unesco attraversati. Un ambiente unico, dove il paesaggio è stato sapientemente modellato dalle mani dell'uomo nel corso dei secoli.

TESTI E FOTOGRAFIE (C) ITALIA BYPACKING | 04 FEBBRAIO 2022


BAROLO | MONFORTE D'ALBA | CASTIGLIONE FALLETTO
SERRALUNGA D'ALBA | GRINZANE CAVOUR | DIANO D'ALBA
TREISO | BARBARESCO | NEIVE

Da sinistra: Matteo Pellin, Nico Valsesia, Giovanni Storti

Tra i molti luoghi iconici toccati dalla BAROLO-COURMAYEUR, una menzione d'obbligo la meritano la partenza e l'arrivo, ovvero da dove ha inizio e fine questa avventura. Del luogo d'arrivo, il campeggio Monte Bianco - La Sorgente, situato nello splendido pianoro del Peuterey, in Val Veny, a pochi chilometri da Courmayeur, ne parleremo diffusamente nell'episodio 4, ovvero quello che riguarda il tratto Pont Saint-Martin-Courmayeur. In questa sede, invece, ci concentriamo sul luogo di partenza, ovvero le cantine Marchesi di Barolo, situate nell'omonimo borgo piemontese.


Le antiche botti dell'azienda Marchesi di Barolo

Il percorso della BAROLO-COURMAYEUR, tra le tante particolarità, annovera anche quella di attraversare molte delle più famose e pregiate zone vitivinicole del Piemonte e della Valle d’Aosta; Langhe, Monferrato, Ghemme, Gattinara e Carema nel nord Piemonte, quindi tutta la Valle d’Aosta da Pont Saint-Martin fino ai vigneti più alti d’Italia a Morgex. Un lungo viaggio che farà quindi scoprire le bellezze e le tradizioni centenarie di queste due splendide Regioni italiane.


Giovanni Storti davanti al ritratto di Giulia Colbert

In Langa, il nostro viaggio ha inizio da un luogo emblematico, la cui storia assegna di diritto un ruolo speciale nella nascita e diffusione del vino Barolo. Un luogo che rievoca una figura femminile ben precisa.

La storia del vino Barolo, così come oggi lo conosciamo, nasce nel lontano 1806 quando a Parigi, Giulia Colbert di Maulévrier, discendente di Jean Baptiste Colbert di Maulévrier, ministro delle finanze del Re Sole, sposava Carlo Tancredi Falletti, Marchese di Barolo, Guardia d’Onore a Cavallo e Ciambellano di Napoleone Bonaparte. Il successo del cosiddetto “re dei vini e vino dei re” è decretato proprio da Juliette, che lo promuove alla corte dei Savoia e nelle varie corti europee. A tale proposito, si narra che un giorno re Carlo Alberto abbia chiesto alla Marchesa perché non gli avesse fatto ancora assaggiare il celebre vino che veniva prodotto nelle zone del Castello di Barolo, la residenza di villeggiatura in campagna della nobile famiglia. Dopo pochi giorni, Torino assisté ad un spettacolo inedito: le vie della città furono attraversate da carri della Marchesa contenenti vino, diretti al Palazzo Reale – precisamente trecentoventicinque, uno per ogni giorno dell’anno, tolti i quaranta giorni della Quaresima. In tal modo i Marchesi promossero il vino Barolo, regalandolo ai regnanti che a loro volta lo offrivano ai loro ospiti e rifornivano gli amici di ogni dove. Ma Jiuliette, seriamente interessata a dare un futuro e un prestigio stabile alla qualità del suo vino, chiese all’amico Camillo Benso Conte di Cavour la consulenza dell’enologo francese Oudar, che con lui collaborava dal 1843 nella produzione del vino Barolo nelle cantine di Grinzane. E sarà proprio questo personaggio a dare un contributo significativo al Barolo, vinificandolo alla francese.


Ernesto Abbona, titolare delle Cantine Marchesi di Barolo

A questa storia così ricca di tradizione e significato, si intreccia quella della Famiglia Abbona che, accogliendo il messaggio partito con i Marchesi Barolo, è una delle famiglie che già alla fine del 1800 iniziano a vinificare le uve autoctone di nebbiolo per produrre vino Barolo con passione e coraggio. La svolta nel destino di queste due famiglie avviene nel 1929 quando la famiglia Abbona grazie a Pietro, al fratello Ernesto e alle sorelle Marina e Celestina, riesce ad acquistare – con grande sacrificio ma anche con tanta determinazione – le storiche Cantine dei Marchesi di Barolo che si trovano proprio di fronte al Castello dei Marchesi Falletti. E ancora oggi la famiglia Abbona tramanda quel messaggio di amore per questa terra e per i suoi frutti, vinificando ancora nella stessa cantina e nelle stesse botti. Ed è proprio da qui che il 10 e il 12 luglio 2022 avrà inizio l’avventura della BAROLO-COURMAYEUR di Italia Bypacking, dalle scalinate del palazzo della Marchesi di Barolo che si affacciano direttamente sull'abitato di Barolo e sull'omonimo Castello.


All'interno delle storiche cantine dell'azienda Marchesi di Barolo

Giovanni Storti all'interno delle storiche cantine dell'azienda Marchesi di Barolo

E in questa nostra prima parte di avventura, gli onori di casa sono a farli tutti i componenti della famiglia Abbona e il Sindaco di Barolo. Un’occasione unica per scoprire tutti i segreti della lunga storia che associa il vino Barolo all’omonimo paese nel cuore delle Langhe.


Da sinistra: Ernesto Abbona, Davide Abbona, Nico Valsesia, Giovanni Storti,
Renata Bianco, Matteo Pellin, Luca Pellin, Valentina Abbona

Prima d'iniziare a pedalare, dopo la doverosa nonché apprezzata degustazione di vini Barolo provenienti da differenti vigneti della Marchesi di Barolo, però, una tappa d'obbligo, nonché particolarmente gradita, è la visita di IALTY, la SPECIALTY COFFEE & ROASTERY nel centro storico di Barolo per degustare un ottimo caffè accompagnato da deliziosi cioccolatini assortiti, fave di cacao, bacche di goji ricoperte di cioccolato fondente per finire con i classici gianduiotti. IALTY supporta la manifestazione e i suoi prelibati prodotti saranno una gradita sorpresa nel pacco gara di tutti gli iscritti.


L'interno di Ialty nel centro storico di Barolo

Cioccolatini Ialty

Il primo tratto del percorso percorre per quasi tutta la sua interezza la rinomata menzione geografica Bussia, da Barolo fino al centro di Monforte d'Alba, un'altra perla delle Langhe. Complice il suo splendido centro storico, dal 2018 il paese si fregia dell'ambito riconoscimento di Borgo più Bello d'Italia. Oltre ai rinomati vini Barolo che prendono vita dai vigneti del Comune, Monforte d'Alba, dal lontano 1976, è ormai conosciuto a livello internazionale anche per il suo festival musicale MONFORTINjazz, L’auditorium all’aperto dove si svolge tutte le estati, sfrutta una cavea naturale posta tra l’antica torre campanaria in alto, l’oratorio di S.Agostino sulla sinistra ed in basso, a fare da sfondo al palco, le mura del castello Scarampi e l’oratorio di Santa Elisabetta.


Nico Valsesia sui primi crinali sopra l'abitato di Barolo

Nico Valsesia nell'auditorio di Monforte d'Alba

Da Monforte d'Alba, su un alternarsi di strade sterrate, tutte pedalabili senza difficoltà tecnica e stradine asfaltate secondarie, si attraversano altre zone vitivinicole particolarmente pregiate come Ginestra e Perno, fino ad arrivare a Castiglione Falletto, il Comune situato al centro dell'area di produzione del Barolo. Da questo belvedere naturale, da sinistra a destra, la vista spazia su Serralunga d'Alba, Grinzane Cavour e, più in alto di tutti, su La Morra.


Monforte d'Alba

Castiglione Falletto

La Morra

Pedalare in uno scenario così unico è un privilegio. Ad ogni scorcio, si riesce a respirare la tradizione e la mente si libera da ogni pensiero. Del resto, quando abbiamo prima immaginato è poi realizzato con cura il tracciato della BAROLO-COURMAYEUR, tutto questo era quello che ci eravamo prefissati. A luglio del 2022, ne siamo certi, si tratterà di un'esperienza unica nel suo genere per tutti i partecipanti.


Da sinistra: Giovanni Storti, Nico Valsesia, Matteo Pellin

Matteo Pellin

Da sinistra, Nico Valsesia, Matteo Pellin, Giovanni Storti

In lontananza, dall'abitato di Serralunga d'Alba, incominciamo a intravedere la sagoma del castello di Grinzane Cavour. Ci stiamo quindi avvicinando a un altro luogo simbolo dell'intera epopea del vino Barolo.


Il castello di Grinzane Cavour

Le origini del castello risalgono alla metà dell’XI secolo, quando fu edificato il primo corpo della torre centrale ad opera della contessa Adelaide Manfredi, che andò sposa in terze nozze a Oddone di Savoia. Verso la metà del XII secolo il feudo di Grinzane, situato attorno alla torre, fu dato in vassallaggio dalla città di Alba ad una famiglia detta De Grinzaneis. Verso la metà del XV secolo il castello fu poi di proprietà dei Marchesi di Monferrato. Le attuali forme architettoniche risalgono alla metà del XVI secolo, quando Pietrino Belli, signore del castello, andò a nozze con Giulia Damiani di Asti: a quel periodo risalgono le decorazioni del “salone delle maschere”, perfettamente conservate.


Il castello e il borgo di Grinzane Cavour

All’inizio del 1800 il castello di Grinzane, con 200 ettari di terra, fu acquistato dalla famiglia dei Benso marchesi di Cavour, grandi proprietari terrieri. Nel settembre del 1832, il conte Camillo Benso giunse a Grinzane con in tasca la nomina di sindaco ottenuta per intercessione del padre Michele, che l’anno successivo sarebbe diventato sindaco di Torino. Camillo aveva 22 anni e alle spalle una carriera militare mai veramente intrapresa e terminata l’anno precedente. Camillo, di animo liberale, non aveva mai nascosto le sue antipatie verso la divisa militare indossata suo malgrado per compiacere la volontà paterna. Venne quindi a Grinzane a fare il sindaco (e lo fece fino al 1848) e ad amministrare i suoi fondi agricoli. Occupazioni che portò avanti con onore, come del resto quella di statista: deputato del regno di Savoia dal 1848 e grande tessitore del costituendo regno d’Italia.

Alla morte di Camillo, avvenuta nel 1861, il castello di Grinzane e le proprietà terriere andarono alla nipote Giuseppina Benso, sposa di Carlo Alfieri di Sostegno. Fu la loro figlia, Adele, a donare il castello e i fondi agricoli al Comune di Alba nel 1932. Nel frattempo, il Comune di Grinzane, che nel 1916 aveva aggiunto la denominazione “Cavour” in onore del suo più illustre sindaco, era stato inglobato in quello di Alba (1931). Attualmente, essendo tornato Grinzane comune autonomo nel 1948, la proprietà del castello è di entrambi, Alba e Grinzane, in modo indiviso.


La città di alba vista dalle colline delle Langhe
Barbaresco visto dalla sua torre
Barbaresco visto dal fiume Tanaro

Il nostro viaggio continua alla volta di Diano d'Alba, borgo rinomato per io suo vino Dolcetto di Diano. Dal suo crinale in cima alla collina, la vista incomincia a spaziare verso la zona del Barbaresco, la nostra meta di questa prima tappa della BAROLO-COURMAYEUR. In questa tratta, il percorso attraversa tutti e tre i comuni della zona di produzione del Barbaresco: Treviso, Barbaresco e Neive. Quest'ultimo, è anche il secondo tra i Borghi più Belli d'Italia incontrati.


Nico Valsesia
Nico Valsesia

La zona di origine del Barbaresco, a pochi chilometri dalla città di Alba, comprende 700 ettari circa a Nebbiolo per un totale di 4 milioni di bottiglie annue. Sui ripidi pendii delle colline, letteralmente coperte di vigneti, oltre al Nebbiolo, si coltivano anche Dolcetto e Barbera. Giunti a Neive, lil vero privilegio sta nel sedersi al tavolino di una delle tante vinerie del centro storico, concedersi un buon bicchiere di vino e meditare sugli straordinari paesaggi appena attraversati. La mente, però, non può che essere già proiettata alla prossima tappa, quella che da Neive a Casale Monferrato attraversa un altro prestigioso vitivinicolo, il Monferrato, nonché altre tre zone Unesco.

,

Barbaresco

SPONSOR ITALIA BYPACKING

@subaruitalia @courmayeurmontblanc @cyp_wheels @eolo.it @carlopolettisrl

@_sloopline_

PARTTNER TECNICI

@nova_coop @ialty.coffee @marchesibarolo @lido_belvedere

@campingmontebiancolasorgente @iarcarservizituristici @campeggiobaiadelprincipe


SUPPORTERS

@fondazionevillaggiosperanza @anffasonluspatti


PATROCINI

@egionevalledaosta.official @regionesiciliana @comunedipatti @comunedibarolo @comuneoliveri


95 visualizzazioni0 commenti